Buongiorno,
Le scrivo per esporle il caso di mia moglie sul tema della cittadinanza italiana. Caso che purtroppo credo non sia unico...
Dopo esserci sposati e risieduto per 8 mesi in Italia ci siamo trasferiti in Svizzera per lavoro. Prima di tale trasferimento abbiamo presentato domanda per l'ottenimento della cittadinanza italiana.
In data 10 Luglio 2006 abbiamo ricevuto una lettera della Prefettura per comunicarci che l'istanza era stata inoltrata al Ministero dell'Interno per l'adozione del decreto di concessione della cittadinanza.
A distanza di 2 anni e 6 mesi dalla presentatione della domanda non abbiamo tuttavia ricevuto alcuna ulteriore comunicazione. La risposta a tutte le nostre telefonate al call center del ministero dell'Interno é quella che la procedure é in istruzione e che occorre richiamare tra tre o quattro mesi. Tuttavia la legge sulla cittadinanza prevede che il termine massimp per la finalizzazione del procedimento sia di 730 gg dalla data di presentazione della domanda. Termine che evidentemente, nel caso della domanda di mia moglie, é già decorso.
Abbiamo preso anche contatto con il Consolato di Lione senza pero' avere alcuna informazione o supporto.
A complicare la nostra situazione, c'é stato il trasferimento nella sede francese della società per la cui lavoro. Trasferimento che abbiamo regolarmente comunicato al Ministero dell'Interno. Il risultato é che, viste le lungaggini dell'amministrazione francese, mia moglie non ha ancora ricevuto neanche il permesso di soggiorno francese a distanza di un anno dal nostro trasferimento.
Il risultato é che oggi non sappiamo se e quando mia moglie riceverà la cittadinanza italiana.
Cordiali saluti
Giuliano Tria
Salve !
Mi presento: mi chiamo Giuseppe Cirri Ho 42 anni sposato con 2 figli (17 e 8 anni) sono residente all`estero (Austria) ho appena ricevuto la sua lettera nella quale descrive il suo desiderio di candidarsi per il Senato. Vorrei comunicarle che io appoggeró la sua candidatura come pure mio figlio maggiore, e visto che qui dove abito io c`é una forte comunitá italiana (Klagenfurt-Austria) cercheró di appoggiare la sua candidatura tramite le mie conoscenze (amici Italiani).
É un bene che qualcuno FINALMENTE !! si ricordi di noi.
Personalmente la cosa che piú mi ha amareggiato é che la mia qualifica ( Diploma di Perito Elettrotecnico) non venga riconosciuta dal ministero della pubblica istruzione Austriaca. Invano abbiamo fatto recapitare al ministero Austriaco tutta la documentazione scolastica inerente alla mia qualifica, ma purtroppo la risposta é stata che io avrei dovuto ripetere gli esami di ben 6 materie tra cui 3 di queste sono postecedenti al mio diploma ( Diploma conseguito nel 1986 ) vuol dire come minimo altri 3 anni di studio e alla mia etá 42 (quasi 43 anni) con una famiglia da mantenere, non posso permettermi il lusso di ritornare sui banchi di scuola. In conclusione hanno equiparato il mio Diploma conseguito nel 1986 con i Diplomi attuali.
Se il mio Diploma (qui in Austria) fosse stato riconosciuto, avrei il titolo di Perito elettrotecnico e uno studio tecnico di Salisburgo era giá in procinto di assumermi, quando poi il ministero mi ha negato il titolo, lo studio tecnico di Salisburgo per legge non poteva assumermi ed io ho perso la possibilitá di realizzare un sogno. Il mio sogno era quello di lavorare presso uno studio tecnico.
Adesso mi trovo a lavorare in una fabbrica come operaio NON qualificato gadagno 900 euro con una famiglia da mantenere, e Le assicuro questo non é certo gratificante.
Come le ho scritto in precedenza sono Dliplomato perito elettrotecnico, sono stato Ufficiale dell`Esercito Italiano (SottoTenente) ho fatto diversi lavori, ho lavorato come tecnico ascensorista, nel ramo investigativo, sicurezza ecc.
Quello che io le chiederei cortesamente é avere la possibilitá di dimostrare le mie qualitá, lavorare magari presso un consolato anche come portiere o autista o altro, sarei anche disposto a viaggiare.
Lo so che per Lei non é facile, sopratutto ora nel periodo delle elezioni, non le chiedo un posto di lavoro, ma solo avere la possibilitá di effettuare un colloquio e di presentarmi, io so che valgo molto di piú di una semplice qualifica di operaio NON qualificato.
La ringrazio anticipatamente
Giuseppe Cirri
Caro compatriota Michele SCHIAVONE,
sono nato in Piemonte nel 1934 e, terminati gli studi all'estero interrotti dal servizio militare, ho iniziato subito l'attività lavorativa lavorando nell'azienda famigliare dove sono rimasto per quasi dieci anni con orari di 15 ore giornaliere, compreso il sabato. E, poiché ero il nipote dei titolari, non sono stato dichiarato ed alcun contributo è stato versato a mio nome allo INPS.
Per questo motivo ho deciso di abbandonare e mi sono impiegato dove fui dichiarato regolarmente.
Avendo avuto in seguito importanti offerte dall'estero, mi sono trasferito , prima in Svizzera e poi in Nord-Africa (lavoro senza contributi versati).
Morale di questa situazione, non sono riuscito purtroppo, malgrado sia stato in seguito regolarmente iscritto ed abbia cumulato contributi lavorando per una società italiana attraverso tutta l'Europa e, malgrado sia andato in pensione con la qualifica di dirigente, ad accumulare una somma di contributi che mi permettesse di ricevere una pensione accettabile.
Nel 1996 ho presentato domanda all'INPS e, dopo un certo tempo ho ricevuto la pensione con il reintegro al minimo per un mensile di circa 700 mila lire.
Alla fine del 1999, sono insorti per me problemi di salute e gli specialisti mi hanno affermato che la mia malattia sarebbe stata molto meglio seguita in Francia. Approfittando delle mie conoscenze in questo paese, trovai una situazione accettabile e mi ci trasferii.
Ahimè ! Dopo il cambio di residenza ho dovuto rendermi conto che le mia pensione era stata decurtata della somma relativa al reintegro al minimo. L'INPS da me interpellata prima del trasferimento non mi avvertì di questo problema. Solamente dopo , in seguito alle mie proteste per la decurtazione mi ha dichiarato che " gli italiani residenti all'estero non hanno diritto al reintegro alla pensione minima " !
Oggi si parla molto di casa comune europea, di globalizzazione ma questa discriminazione è davvero molto poco europeistica ! Proprio noi che abbiamo deciso di vivere all'estero e ci diamo da fare per tenere viva l'italianità in Europa, veniamo castigati !
Confido molto che il nuovo Governo voglia riparare questo danno e mi permetto di supplicarti di interessarti personalmente affinché questa ingiustizia sia eliminata. La mia pensione odierna arriva a malapena a 300 euro al mese ! Ringraziandoti per l'attenzione riservatami e assicurandoti il nostro appoggio, nell'attesa
ti prego di considerarmi a Tua completa disposizione, per eventuali necessita di partito , in questa zona che conta molti italiani residenti.
Gradisci , Caro Michele Schiavone, i miei migliori auguri e saluti .
Giovanni Bresciano
Gentilissimo signor Schiavone
Mi sono pervenuti due pacchi con del materiale elettorale. Debbo dirle che mi trovo a Herisau in Appenzello e che non ci sono molti italiani in giro e se ci sono bisogna stare un pò attenti con le loro propensioni e predilezioni possono essere molto differenti. Con l'Italia oramai non ho molti legami.
Chi vota destra, vota destra e non bisogna insistere troppo. Anche un Fassino sarebbe d'accordo con questa mia affermazione, anche se una certa Italia mi è molto lontana. A proposito: l'anno scorso ho lavorato per l'esercito svizzero, sono stato assunto e licenziato da un'italiana stavolta (una dottoressa in lingue che ha fatto la sua tesi di dottorato a Lecce, Puglia).
"C'è molta umanità in Italia" diceva questa persona. Non vorrei prendere troppo in giro questa persona, ma c'è gente anche un pò strana strana in Italia che pensa di poter fare ciò che le pare ed uno dei problemi mi sembra anche quello e bisogna stare molto attenti. Uno svizzero o una persona di un altro paese non è così e non si comporta in un certo modo. Quando è così, bisogna lasciare certe persone e pensare a sé e alla propria carriera professionale.
Per me, gli italiani sanno fare anche queste cose come licenziare delle persone ed altro e la colpa non è sempre da imputare a militari, giudici federali o altro che ho potuto conoscere un pò meglio, nemmeno a certi datori di lavoro per cui ho lavorato e di idee politiche non ne voglio più sapere niente. Una certa umanità ce l'hanno anche se si tratta di buttare certa gente per strada, idea che non piace a tutti quella.
Comunque farò il mio dovere per lei e per il suo partito anche se sono più messo con altra gente (svizzera e di altre nazionalità) e bisogna vedere l'aspetto positivo in ogni cosa.
Ho discusso la cosa con i miei vicini di casa (italiani) e metterò un certo materiale elettorale nella loro buca delle lettere in comune consenso dopo aver discusso la cosa. L'uno o l'altro vicino conosce meglio certi ambienti dove ci sono degli italiani e distribuirà un certo materiale elettorale a chi gli pare e piace o gli sembra opportuno. Non posso fare di più. Un passaporto italiano non ce l'ho più.
Le auguro tanto successo nelle elezione e buona fortuna.
Cordiali saluti
Giovanni Simon
Gentili democratiche e democratici, cari presidenti, cari direttori, egregi responsabili di associazioni e simpatizzanti, cari amici
Abbiamo proposto a Michele Schiavone di candidarsi alle prossime elezioni legislative italiane nella lista del Partito Democratico (PD per Veltroni) nella circoscrizione Europa alla Camera dei Deputati per rappresentare le nostre esigenze e per contribuire a costruire un futuro migliore per la nostra comunità all'estero. La sua elezione è possibile. E´ una grande sfida che possiamo vincere solo con il sostegno di tutti voi.
Vi chiediamo di aggiungere le vostre energie al nostro progetto comune e vi siamo molto grati se nei prossimi giorni sosterrete Michele Schiavone facendo girare tra i vostri amici e conoscenti i manifestini che trovate allegati alla presente lettera oppure se vi è possibile potete organizzare assemblee o momenti comuni per sensibilizzare le vostre associazioni a sostegno di Michele Schiavone
Alla presente corrispondenza alleghiamo: dei volantini informativi per far conoscere Michele Schiavone oltre alle due prossime manifestazioni dove il nostro candidato alla camera parteciperà di persona e un documento esplicativo sulle modalità di voto. Vi invitiamo a volerli diffondere sia per via telematica oppure distribuendoli in fotocopia.
Michele Schiavone ha dedicato per anni, a titolo di volontariato, gran parte del suo impegno sociale a favore della comunità italiana in Svizzera ed in Europa. Conosciamo il suo impegno e la sua particolare attenzione alla vita degli italiani all'estero. Sosteniamolo con tutte le nostre forze.
Grazie infinite, Auguri e buona Pasqua
Carlo Ancora - Sergio Giacinti e tutto lo Staff
Salve sono Giancarlo Biagioli architetto di Recanati nelle Marche che ora segue l'attività politica per passione dopo essere stato attivo ed anche assessore nella città. Avendo una relazione che va avanti da due anni con una ragazza di Basilea ed in prossimità di questa importante tornata elettorale ho fatto una ricerca sui profili dei candidati e le preannuncio che il suo è stato convincente per la circoscrizione degli stranieri. Tra l'altro ha in comune con lei la terra di origine (Crispiano vicino Taranto) e la professione (lei all'Ubs).
Tenga duro una mano gliela diamo..
Giancarlo Biagioli
Thurgauer Zeitung vom Donnerstag, 27. März 2008, Ressort Thurgau
Schiavone auf dem Weg nach Rom
Einen heissen Wahlkampf führen nicht nur die 807 Kandidierenden für den Grossen Rat. Der Thurgauer Michele Schiavone kandidiert gar für das italienische Parlament.
Kreuzlingen – Vor ihm liegen die Flugblätter und Wahlprospekte, hinter ihm die Flagge seiner Partei, die erst im Oktober gegründet wurde. Vor allem aber sitzt Michele Schiavone wieder im Centro Italiano, wo er sich seit vielen Jahren engagiert und mithilft, die grosse Gemeinde der Kreuzlinger Exilitaliener zusammenzuhalten. Es ist ein kurzer Zwischenhalt auf seinem Weg ins italienische Parlament in Rom, für das sich Schiavone erstmals bewirbt.
1978, mit 18 Jahren, kam der umtriebige Italiener aus Brindisi nach Kreuzlingen, studierte Sprachen und arbeitet inzwischen für eine Bank. Bis vor einem Jahr gab er zudem die Pagina Italiana in der «Thurgauer Zeitung» heraus, und seit sieben Jahren koordiniert er die Aktivitäten der linken Sammelbewegung «Democratici di Sinistra» in der Schweiz. Es ist eine aufwendige Tätigkeit, wie seine Frau Angela und wie seine beiden Kinder wissen.
Neue Wahlmöglichkeit
Jetzt kandidiert Schiavone sogar als einziger Ostschweizer für die 630-köpfige Abgeordnetenkammer. Die Aufgabe reizt ihn, daraus macht er keinen Hehl. Er wolle mitgestalten und Italien erneuern. Dazu kommt, dass der Tägerwiler seit zwei Jahren Mitglied des Ausländerrates ist, der das italienische Aussenministerium und die Parlamentarier berät und die Anliegen der 3,5 Millionen Italiener im Ausland vertritt. Alle fünf Wochen reist der Tägerwiler dazu nach Rom. Ausserdem können die Italienerinnen und Italiener im Ausland am 13. und 14. April zum zweiten Mal 12 Abgeordnete und sechs Senatoren wählen, davon stammen zurzeit vier aus der Schweiz. Schiavone tritt für den neuen Partito Democratico an, die Reform-Linke mit Spitzenkandidat Walter Veltroni, dem früheren Bürgermeister von Rom. Wahlkreis ist allerdings ganz Europa, entsprechend intensiv ist Schiavone momentan in der Schweiz, aber auch in Deutschland und Frankreich unterwegs. «Ich habe dafür extra Ferien nehmen müssen.» Als mühsam empfindet er es nicht. Politik ist seine Leidenschaft.
Secondos an erster Stelle
Schiavones Wahlprogramm deckt sich weitgehend mit dem seiner Partei: Weniger Bürokratie, weniger Abgeordnete, mehr Spielraum für die Wirtschaft. Daneben will er sich für die italienische Bevölkerung im Ausland einsetzen. Italien müsse ihr Potenzial viel stärker nutzen, vor allem das der Jungen, die als Künstler oder Firmenchefs tätig seien. Und: Die Secondos, Italiener zweiter Generation, dürften den Bezug zur Heimat nicht verlieren. Mit Italienischkursen, Sport und Thea-ter sollen sie begeistert werden.
Seine Wahlchancen stuft Schiavone als intakt ein. Mindestens 200 000 Stimmen braucht seine Liste, und er hofft, einen der bisherigen Abgeordneten zu überflügeln. Er glaube auch an die Wahlchancen Veltronis, der gegenüber Silvio Berlusconi in der Wählergunst aufhole. Aber selbst mit der Oppositionsbank könne er leben. Schiavone wäre unter der Woche in Rom und am Wochenende im Thurgau. Was aber, wenn er nicht gewählt wird? Langweilig wäre es ihm nicht. Die bisherigen Ämter will Schiavone weiterführen. lMARC HALTINER
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l’innovazione e la ricerca sono il futuro dell’Italia
L’innovazione e la modernizzazione dell’Italia costituiscono l’architrave sul quale scommette il Partito Democratico per renderla un paese sereno e d’avanguardia nel contesto europeo e mondiale. Questi temi sono stati fatti propri da Michele Schiavone, candidato alla camera dei deputati nella lista di Walter Veltroni per la circoscrizione esteri – Area Europa. In questi giorni di campagna elettorale Michele Schiavone ha percorso alcune migliaia di Km su e giù per l'Europa per poter incontrare i nostri connazionali, per ascoltarli e per conoscere da vicino le composite sfaccettature di cui è ricca la nostra presenza all’estero.
Questioni che affliggono l’emigrazione tradizionale, confrontata ancora con ritardi e macchinose procedure nell’elargizione di servizi, proposte e desiderio di nuovi protagonismi espressi invece dalle giovani presenze di italiani, che guardano all’Italia con occhi di fiducia e con ammirazione. In particolare gli incontri con i giovani imprenditori e ricercatori, accademici e professionisti che Schiavone ha incontrato in Inghilterra, Germania e Svizzera
hanno trovato un’attenzione che va oltre gli incontri elettorali e che lo impegneranno in futuro. La gran parte di questi giovani hanno ribadito ovunque, che se ci fossero le stesse condizioni di lavoro tornerebbero più che volentieri a servire l’Italia con le loro ricerche. La fuga di cervelli è uno dei problemi che affligge il nostro paese.
Ricordiamo a mo d’esempio che Carlo Rubbia, Premio Nobel, è impegnato da alcuni anni in Spagna all’installazione di strumenti energetici per la produzione di fonti rinnovabili e naturali nella regione dell'Estremadura. In quella zona dell’Europa si sta costruendo uno dei più grandi impianti del mondo per ricavare l'energia solare. Quest'impianto sostituirà installazioni di energia nucleare. Perché questo in Italia non e possibile?
Michele Schiavone un europeista convinto, pensa che se l'Italia investisse di più in programmi di ricerca e riuscisse a far tornare in patria i grandi talenti che sono in giro per il mondo, riuscirebbe a risolvere molti dei suoi problemi legati alla modernizzazione.
Oggi, l'Italia e costretta ad importare una buona parte dell'Energia, sia quella elettrica (da fonti di impianti nucleari francesi e svizzeri), petrolifera (OPEC) o del Metano (Russia). L'Italia dipende energeticamente per più dell' 80% dall' estero. Perciò è necessario armarsi di coraggio e chiedere a chi vive all’estero di rientrare in Italia e impegnare il proprio talento, le conoscenze e le esperienze acquisite all’estero in un programma di sviluppo per l’Italia. Schiavone è convinto che L'Italia potrebbe trarre vantaggi enormi dal nostro contributo, dalla nostra esperienza, dal nostro impegno facendo leva sulla diversa percezione con cui guardiamo al futuro del nostro Paese, che non può non vedersi dentro un disegno di sviluppo e progresso europeo. Il nostro contributo all’Italia dipende anche da noi. Dipende dalle scelte elettorali che gli italiani faranno nei prossimi giorni. I democratici nel mondo, non vogliono un ritorno al vecchio. Vogliono un Italia nuova in un Europa moderna. Per dare una voce alle nostre idee e alle nostre aspettative sosteniamo con il nostro voto Michele Schiavonealla camera dei deputati.
Comitato di sostegno alla candidatura di Michele Schiavone
Cari Franco e Michele,
vi riporto una breve dichiarazione che ci e' stata richiesta e che comparira' nel giornale della Camera di Commercio italo-ungherese. A vostra discrezione potete utilizzarla inviandola ad altri organi di stampa.
E possiamo anche ampliarla eventualmente se volete.
Resto in attesa di sapere se e' possibile una vostra visita a Praga.
Un caro saluto
Federico
‘’Più 14 milioni di Euro per le politiche generali per gli italiani all’estero, Più 12,5 milioni di Euro per tutela e assistenza, Più 5,5 milioni di Euro per l’assistenza scolastica e la formazione.
Alle polemiche noi preferiamo i fatti concreti. Sono queste cifre della Finanziaria 2008 a testimoniare l’impegno del Partito Democratico per le collettività italiane nel mondo.’’
Questi sono i dati che riportano in una loro dichiarazione Luigino Bottega e Federico Oggian, impegnati rispettivamente a Budapest e a Praga per il PD.
‘’Sostenere gli italiani nel Mondo – affermano - non significa solo tutela di questi cittadini, ma significa sostenere l’Italia nel Mondo. Siamo noi cittadini che viviamo all’estero i primi ambasciatori del Made in Italy, delle qualita’ italiane. Siamo ‘’la risorsa in piu’ ‘’per il nostro Paese.’’
‘’E per il Partito Democratico questo vuole dire anche sostegno alle imprese italiane all’estero e utilizzo delle professionalita’ esistenti tra i nostri connazionali all’estero per rafforzare gli interventi di promozione dell’economia e della cultura italiana.’’
‘’Nella lista della Circoscrizione Europa per il PD invitiamo ad esprimere la propria preferenza alla Camera per Franco Narducci, uno dei parlamentari piu’ attivi in questa legislatura a favore dei connazionali all’estero, e a Michele Schiavone, dirigente d’azienda particolarmente sensibile ai temi della valorizzazione delle ‘’nuove migrazioni’’ giovanili, del mondo delle professioni e delle imprese italiane all’estero.’’
Dal sito indipendente dedicato ai democratici nel Mondo www.idemocratici.net nasce il primo circolo online del PD nel Mondo. Si chiamera’ ‘’i netdem 1.0’’.
Prima iniziativa del Circolo: chiedere a tutti i candidati del PD nel Mondo di estendere il diritto di voto all’estero anche a tutti i residenti temporanei.
Abbiamo pensato che sia giunto il momento per far fare alla numerosa community dei ‘’netdem’’ un salto di qualita´.
Il sito dei Netdem, la ‘’rete’’ dei democratici italiani all’estero, nato nel dicembre dello scorso anno, vuole diventare da strumento di informazione e dibattito, anche un mezzo di partecipazione e iniziativa politica.
Un partito ''contemporaneo'' sa che non solo l'informazione ma anche la circolazione delle idee, l'elaborazione culturale e politica non possono prescindere dalla rete.
Internet e´ la nuova frontiera della politica. Che non si sostituira' alle forme tradizionali della partecipazione ma ne costituira' uno strumento aggiuntivo, a disposizione di tutti, contribuendo ad estendere e migliorare la qualita' della democrazia.
Nuova frontiera a maggior ragione all´estero dove le distanze fisiche sono quasi incompatibili con la partecipazione politica.
Il PD e' il partito dell'innovazione, anche delle forme di partecipazione. E' il primo partito in Italia ad offrire ai propri aderenti la possibilita' di costituire dei Circoli online.
Un Circolo online per i democratici all'estero quindi per dare alle nostre proposte una dimensione internazionale, per dare voce anche agli italiani che vivono in paesi con comunita’ italiane non numerosissime ma non per questo meno significative in termini di vivacita’ politica e culturale.
Per inserire nel PD all´estero forze, energie, competenze derivanti dalla rete orizzontale degli aderenti che vivono a grandi distanze tra di loro.
Il Circolo ha preso il nome dall’acronimo ormai conosciuto ‘’netdem’’ coniato dai promotori del sito ed e’ stato classificato come 1.0 auspicando una moltiplicazione di iniziative analoghe.
E nella prima riunione online svoltasi mercoledi’ 19 marzo si e’ passati immediatamente alle proposte concrete. Il Circolo online chiedera’ a tutti i candidati del PD nel Mondo di assumersi un impegno preciso qualora eletti. Quello di riformare la legge attuale sul diritto di voto agli italiani all’estero permettendo anche a tutti i residenti temporanei all’estero di esercitare il proprio diritto costituzionale attraverso il voto per corrispondenza.
La legge attuale prevede come requisito per esercitare il voto all’estero l’iscrizione all’Aire o l’appartenenza a determinate categorie di residenti ‘’temporanei’’ quali il personale appartenente alle Forze armate ed alle Forze di Polizia impegnato nello svolgimento di missioni internazionali; i dipendenti di Amministrazioni dello Stato, temporaneamente all'estero per motivi di servizio, i professori universitari, ordinari ed associati, i ricercatori ed i professori aggregati.
Sono ancora esclusi da questa possibilita’ tutti gli altri cittadini italiani che si trovano all’estero temporaneamente per motivi di studio, di lavoro, di assistenza a familiari che vivono in un paese straniero. Emblematico il caso dei tanti giovani italiani impegnati nei progetti ‘’Erasmus’’ e per i quali anche Veltroni nel recente discorso a Lugano ha auspicato un provvedimento ad hoc per estendere anche a loro il diritto di voto per corrispondenza.
Sempre di piu’ sono anche i giovani che ‘’migrano’’ in un paese straniero per fare esperienze professionali a tempo determinato o che alternano periodi di lavoro in Italia e all’estero senza quindi avere nemmeno il tempo per iscriversi all’AIRE.
Sono in sostanza tutti quegli ‘’italiani in mobilita’’ che per esercitare il voto sono ancora costretti ad affrontare i tempi lunghi e i costi di un viaggio in Italia e che quindi spesso rinunciano a votare.
Crediamo sia giunto il momento di fare dell’Italia un Paese moderno anche sotto questo profilo. E di garantire a tutti coloro che si trovano all’estero la possibilita’ di esercitare l’opzione del voto all’estero per corrispondenza. Chiediamo in questo senso a tutti i candidati del PD di esprimersi fin d’ora a sostegno di questa richiesta e di impegnarsi, qualora eletti, a presentare coerenti proposte di riforma della legge attuale che regolamenta l’esercizio del diritto di voto all’estero.
Tra i promotori del Circolo online del PD nel Mondo ‘’i netdem 1.0’’ troviamo, oltre alla redazione ‘’storica’’ de idemocratici.net (i candidati alle primarie del 14 ottobre Luigino Bottega dall’Ungheria, Lino Capuano dalla Svizzera, Paolo Di Stefano e Federico Oggian, dalla Repubblica Ceca, quest’ultimo eletto delegato nell’Assemblea Costituente del PD) anche Pietro Mariani dalla Spagna, anche lui delegato all’Assemblea Costituente e Donato Russo, candidato alle primarie, dalla Danimarca.
Ciao Michele,
ho sentito per RSI questa mattina, verso mezzogiorno, i tuoi commenti in merito alle prossime Elezioni Politiche Italiane.
COMPLIMENTI, li ho trovati:
a) sintetici
b) mirati
c) competenti.